Valutare il Tuo Dentista

Cosa fare per valutare il professionista:

La qualità percepita dal paziente a volte non coincide con una reale qualità della prestazione professionale erogata. Tralasciando l’aspetto economico, i parametri principali che il paziente utilizza per formulare un giudizio sul professionista sono comunque a posteriori e riguardano sostanzialmente comfort ed eliminazione della causa che lo ha portato a richiedere la prestazione, il risultato estetico ottenuto e la cosiddetta empatia dell’equipe medica.
La reale qualità del lavoro, la persona comune, potrà apprezzarla solo nel medio-lungo periodo.

Ma è possibile una valutazione a priori?

Esistono dei parametri fondamentali, che possono essere controllati prima che il dentista “ci metta le mani in bocca” e che hanno solitamente relazione con un’adeguata professionalità:

1) Il professionista deve essere iscritto alla Federazione Nazionale Ordine Medici Chirurghi e Odontoiatri

Basta collegarsi cliccando il seguente link:

logoceohttp://application.fnomceo.it/Fnomceo/public/ricercaProfessionisti.public

si aprirà la pagina riguardante la “ricerca professionisti” del sito della FNOMCeO ,inserire almeno il cognome del professionista per controllarne l’iscrizione.

Sapendo che le prestazioni odontoiatriche possono essere erogate solo dai laureati in Odontoiatria iscritti all'Albo degli Odontoiatri e dai laureati in Medicina e Chirurgia, legittimati all'esercizio dell'odontoiatria e, quindi, iscritti anch'essi all'Albo degli Odontoiatri.
Pertanto l'iscrizione all'Albo degli Odontoiatri è presupposto necessario per poter erogare prestazioni in campo odontoiatrico.

2) Il professionista o chi per lui deve eseguire un’anamnesi medica preliminare:

Prima di sottoporre il paziente a qualunque trattamento e soprattutto prima di somministrare farmaci o anestetici, l’odontoiatra ha l’obbligo di interrogare il paziente riguardo il suo stato di salute generale e i farmaci eventualmente assunti.
Questi quesiti sullo stato di salute del paziente (anamnesi) sono in genere in forma scritta con lo scopo di poterli far firmare e conservare con la cartella clinica, in base al d.lgs. 196/2003, art.4 legge sulla privacy.

3) Utilizzo dei dispositivi di protezione individuali (DPI) da parte dell’odontoiatra e di chi lo assiste:

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A titolo esemplificativo i DPI che devono essere utilizzati in uno studio odontoiatrico sono i guanti monouso, le maschere di protezione delle vie aeree, mascherine/occhiali di protezione per gli occhi, uniformi di lavoro, camici ecc. L’uso di barriere di protezione idonee a prevenire l’esposizione della cute e delle mucose nei casi in cui sia prevedibile un contatto accidentale con il sangue o con altri liquidi biologici è poi imposto dal D.M. 28/09/1990 in tema di Norme di protezione individuale dal contagio professionale da HIV.
Il datore di lavoro, oltre a fornire i DPI ai propri addetti, deve anche vigilare che questi vengano correttamente utilizzati. Ha cioè un obbligo di vigilanza e quindi un eventuale responsabilità per culpa in vigilando.

L’utilizzo dei DPI, obbligatorio per legge, rimane comunque sinonimo di un professionista attento alla prevenzione del contagio PAZIENTE-OPERATORE e anche PAZIENTE-PAZIENTE.

4) Strumentario sterile conservato in buste termosaldate

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Riprendiamo da “LINEE GUIDA PER LA PREVENZIONE E CONTROLLO DELLE MALATTIE TRASMISSIBILI NEGLI AMBULATORI E/O STUDI ODONTOIATRICI” della Regione Lombardia.

La sterilizzazione fisica, realizzata con autoclave e vapore sotto pressione, è il sistema più efficace in assoluto, a condizione che la gestione del processo avvenga in maniera corretta (Il suo utilizzo è inidoneo solo nel caso di materiali termosensibili).
Per il raggiungimento dell’obiettivo va rispettata la seguente procedura:
• Immersione degli strumenti in una soluzione disinfettante
• Detersione degli strumenti
• Asciugatura ed eventuale confezionamento (necessario per gli strumenti “critici”, che penetrano i tessuti molli) degli strumenti utilizzando preferibilmente buste termosaldate con indicatori di avvenuta sterilizzazione
• Ciclo di sterilizzazione dell’autoclave secondo il programma scelto: per tutti gli strumenti resistenti alle alte temperature è consigliabile il ciclo a 134°C; per materiale plastico odispositivi in gomma usare il ciclo a 121°C.
Tale tecnica permette di effettuare la verifica dell’avvenuta sterilizzazione sia con metodi colorimetrici che biologici
L’eventuale imbustamento del materiale prima della sterilizzazione permette un’idoneaconservazione del materiale stesso.
Benchè non chiaramente regolamentato in termini di legge, le linee guida sono esplicite su come conservare la sterilizzazione degli strumenti odontoiatrici. Per cui trovare strumentario adeguatamente conservato in buste termosaldate è anch’esso sinonimo di attenzione alla prevenzione del contagio incrociato tra pazienti.